Il giornalismo di San Benedetto del Tronto perde una delle sue voci più riconoscibili. È morto Pasquale Bergamaschi, conosciuto da tutti con il soprannome di Scialò. Per decenni ha raccontato la città e le vicende della Sambenedettese Calcio, seguendo con attenzione politica, amministrazione, sanità, pesca, mondo sindacale e trasformazioni urbanistiche.
Bergamaschi era arrivato al Resto del Carlino nel 1983, dopo le prime esperienze nel mondo della radio e della televisione. La sua scrittura, descritta come pungente ma rispettosa, gli aveva permesso di conquistare nel tempo uno spazio di rilievo nel panorama dell’informazione della Riviera delle Palme. Il suo lavoro era caratterizzato da uno sguardo critico, dalla conoscenza delle vicende locali e dalla capacità di ricostruire il contesto degli avvenimenti.
Una carriera tra giornalismo e musica
Prima della carta stampata, Bergamaschi aveva condotto programmi a Radio 102 e aveva lavorato con Teleriviera. Nel giornale aveva seguito in particolare la Sambenedettese, diventando negli anni una presenza familiare anche per il pubblico televisivo e del web. Era spesso ospite e opinionista nelle trasmissioni dedicate alla squadra e alla vita cittadina, dove si distingueva per analisi, memoria storica e aneddoti.
La sua attività professionale era stata preceduta da quella musicale. Valente batterista e cantante, aveva partecipato ai primi Caffè Concerto davanti al Caffè Florian, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta. Un’esperienza che aveva contribuito a renderlo una figura conosciuta in diversi ambiti della vita pubblica sambenedettese.
Il riconoscimento del Comune
Nel 2024 l’amministrazione comunale gli aveva conferito il Gran Pavese Rossoblù, riconoscendone il ruolo di musicista e giornalista e, soprattutto, quello di testimone delle vicende politiche e sociali della città negli ultimi decenni. Per motivi di salute non aveva potuto partecipare alla cerimonia in municipio: il sindaco Antonio Spazzafumo gli aveva consegnato personalmente il riconoscimento e Bergamaschi aveva rivolto il proprio saluto alla città attraverso un videomessaggio.
Per molti giovani che si sono avvicinati al giornalismo, Bergamaschi è stato una guida e un punto di riferimento. La sua scomparsa lascia un vuoto nell’informazione sambenedettese e nella vita cittadina, oltre che tra i colleghi e quanti lo avevano conosciuto attraverso i suoi articoli, le sue analisi e le sue presenze pubbliche.