Scorte alimentari

Grottammare, torna la verdura ma manca quella pronta

Le alte temperature hanno ridotto i raccolti; distribuzione quasi regolare dopo mesi difficili, restano rincari e preferenze per il made in Italy.

Grottammare, torna la verdura ma manca quella pronta

Dopo una stagione segnata dal caldo intenso e dalla siccità, nei supermercati di Grottammare la disponibilità degli ortaggi sta gradualmente migliorando. Restano però difficoltà per la cosiddetta quarta gamma, cioè le verdure lavate, tagliate e confezionate, che per diversi mesi sono arrivate con forti ritardi o non sono state reperibili.

A fare il punto sulla situazione è Primo Pignati, gestore dello Spazio Conad di Grottammare, che ha seguito l’andamento delle forniture durante tutta l’estate. "La quarta gamma è stata praticamente irreperibile a causa del gran caldo, che ha fatto crollare la produzione in tutta Italia", spiega. La carenza ha riguardato in particolare i prodotti pronti al consumo, scelti da chi è abituato a portare in tavola vegetali già lavati e preparati.

Forniture in lenta ripresa

La scarsità dei prodotti ha spinto molti clienti ad acquistare verdure intere, da preparare autonomamente. Il punto vendita ha anche dovuto informare direttamente i consumatori attraverso cartelli esposti per tutta la durata dell’emergenza. Da circa dieci giorni, riferisce Pignati, gli avvisi sono stati rimossi perché la situazione sta rientrando e la merce arriva con maggiore regolarità, anche se il periodo di difficoltà è stato particolarmente lungo.

Il rifornimento passa attraverso Conad Adriatico, che il lunedì acquista sui mercati i prodotti ordinati dai singoli punti vendita, con l’obiettivo di renderli disponibili sugli scaffali dal martedì mattina. L’organizzazione della filiera non ha però eliminato del tutto gli effetti della riduzione della produzione, che si sono riflessi anche sui prezzi di alcune tipologie.

La scelta tra origine e prezzo

Una parte degli ortaggi arriva dall’estero, in particolare da Spagna e Grecia. Secondo Pignati, questi prodotti possono presentarsi con un aspetto più uniforme, ma molti clienti continuano a preferire l’origine italiana, anche quando le verdure sono più piccole. Il gestore cita il caso dei pomodori spagnoli, rimasti più a lungo sugli scaffali rispetto a quelli italiani, maggiormente richiesti dalla clientela.

Non tutte le forniture passano dai mercati generali. Una quota significativa viene acquistata direttamente dai produttori del territorio: le pesche sono arrivate dagli agricoltori della Valdaso, mentre le insalate sono state fornite da aziende di Cupra Marittima. Anche queste realtà hanno risentito della siccità e delle condizioni climatiche sfavorevoli che hanno caratterizzato la stagione.

Tra le scelte dei consumatori emerge infine una disponibilità a spendere di più per prodotti considerati di qualità. Pignati riferisce che l’Aglione toscano della Valdichiana, venduto a circa 40 euro al chilo, è stato acquistato nonostante il prezzo elevato: ogni esemplare poteva costare tra sette e otto euro. Un dato che, secondo il gestore, conferma come l’origine e le caratteristiche del prodotto possano incidere sulle decisioni d’acquisto anche in una fase di attenzione alla spesa.