Disagi abitativi

Via Boito, 120 famiglie bloccate dai lavori del Superbonus

Ponteggi e opere incomplete da oltre un anno: l’amministrazione coinvolge vigili, azienda sanitaria e prefettura

Via Boito, 120 famiglie bloccate dai lavori del Superbonus

Da oltre un anno le palazzine di via Arrigo Boito, ad Ascoli Piceno, sono circondate da ponteggi e lavori incompiuti. La situazione coinvolge circa 120 famiglie della zona di Porta Cappuccina, che denunciano balconi inutilizzabili, finestre difficili o impossibili da aprire e opere rimaste a metà dopo l’interruzione di un intervento legato al Superbonus.

Il progetto, del valore complessivo di circa 14 milioni di euro, prevedeva la riqualificazione energetica e strutturale di sei palazzine. Tra gli interventi erano inclusi la realizzazione dei cappotti termici, la sostituzione degli infissi, l’isolamento delle coperture, l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’installazione di una nuova centrale termica.

Il cantiere fermo

I lavori si sono arrestati prima della certificazione del primo stato di avanzamento, lasciando il complesso residenziale in condizioni di forte disagio. Secondo quanto riferito dai residenti, l’impresa incaricata si è allontanata dopo aver lasciato le opere incomplete. Le famiglie, che avevano aderito al Superbonus 110 per migliorare gli edifici, si trovano così a convivere con un cantiere che limita l’uso degli spazi abitativi e rende più complicata la gestione quotidiana delle abitazioni.

Il sindaco Marco Fioravanti ha incontrato i residenti e ha espresso pubblicamente la propria protesta, definendo la vicenda una situazione paradossale. Il primo cittadino ha sottolineato che persone che hanno lavorato per acquistare la propria casa si ritrovano di fatto impossibilitate ad affacciarsi sui balconi o ad aprire le finestre. Per Fioravanti, il caso rappresenta anche una conseguenza del funzionamento del Superbonus, una misura che, a suo giudizio, sarebbe stata scritta e applicata in modo inadeguato.

Le competenze del Comune

La questione non riguarda soltanto i disagi provocati dalle opere non concluse. Il sindaco ha parlato anche di possibili profili ambientali e di salute pubblica. Per questo il Comune ha coinvolto Polizia locale, Vigili del fuoco e azienda sanitaria, informando inoltre il prefetto della situazione. L’obiettivo è verificare le condizioni del cantiere e individuare gli interventi necessari per tutelare i residenti.

Il principale ostacolo resta però legato alle competenze e alla disponibilità di risorse pubbliche. L’amministrazione comunale non può utilizzare fondi dell’ente per completare lavori su immobili privati quando il problema deriva dall’abbandono del cantiere da parte di un’impresa e non da una calamità o da un evento di interesse pubblico. Per la stessa ragione, secondo quanto spiegato da Fioravanti, non sarebbe possibile attivare automaticamente strumenti di assistenza sociale per offrire sistemazioni alternative alle famiglie.

Il sindaco intende sottoporre il caso anche all’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, sostenendo che situazioni analoghe si siano verificate in altre aree del Paese. La vicenda di via Boito resta quindi legata alla ricerca di una soluzione istituzionale e tecnica per un intervento privato rimasto incompiuto, mentre i residenti continuano a vivere con le conseguenze dei lavori mai terminati.