Intervista bianconera

Don Bolsius: «Ad Ascoli mi sento a casa e penso alla salvezza»

Il giocatore analizza il ko di Padova, l’impatto con il pubblico del Del Duca e la sfida contro l’Avellino.

Don Bolsius: «Ad Ascoli mi sento a casa e penso alla salvezza»

Don Bolsius ha incontrato i giornalisti al Picchio Village per la sua prima conferenza stampa da giocatore dell’Ascoli. L’attaccante, che circa un mese fa ha sottoscritto un contratto biennale con opzione, è tornato sulla sconfitta subita all’Euganeo contro il Padova e ha presentato la prossima sfida di campionato, in programma al Del Duca contro l’Avellino.

Secondo Bolsius, il risultato maturato a Padova ha lasciato più di un rimpianto. La squadra, a suo giudizio, ha giocato una buona gara, ma non è stata abbastanza efficace nella fase conclusiva. L’attaccante non ha invece potuto valutare direttamente l’episodio del gol annullato a Chakir, perché in quel momento aveva appena battuto il calcio d’angolo e non aveva visto l’azione. Resta la convinzione che quell’episodio avrebbe potuto cambiare l’andamento della partita e consentire all’Ascoli di ottenere almeno il pareggio.

Il giocatore si è detto soddisfatto della fiducia ricevuta da Mister Tomei, che lo ha schierato dal primo minuto, pur sottolineando di avere ancora margini di miglioramento. Bolsius ha spiegato di trovarsi a suo agio nei ruoli di trequartista e mezzala sinistra, oltre che come esterno destro. Nelle prime uscite era stato impiegato sulla fascia sinistra, una posizione che gli ha permesso di inserirsi più gradualmente nel sistema di gioco. Con il passare dei giorni, ha aggiunto, sta comprendendo meglio le idee dell’allenatore e i compiti richiesti.

Il rilancio dopo l’infortunio

La chiamata dell’Ascoli rappresenta per l’attaccante una nuova opportunità dopo un periodo difficile. Bolsius ha ricordato di non aver disputato una stagione precedente all’altezza delle aspettative, ma ha anche spiegato che quell’annata gli è servita per recuperare fiducia dopo la rottura del legamento crociato subita circa un anno e mezzo fa. Il trasferimento gli ha consentito di ritrovare entusiasmo e di inserirsi in un gruppo che, fin dai primi giorni, lo ha fatto sentire accolto.

Il calciatore ha descritto positivamente l’ambiente trovato nel club, attribuendo parte della forza della squadra anche alla qualità umana dei compagni e dello staff. Sul piano tecnico, ha evidenziato la differenza tra Serie C e Serie B: nella categoria superiore, a suo giudizio, i ritmi sono più elevati, mentre il gioco palla a terra valorizza maggiormente le sue caratteristiche. Per questo motivo considera la Serie B il campionato più adatto a un giocatore tecnico.

La sfida con l’Avellino

Sabato l’Ascoli affronterà l’Avellino in una gara che precederà la sosta. Bolsius ha definito la formazione campana un avversario di rispetto, reduce da una buona prestazione contro il Palermo. L’impegno, ha spiegato, dovrà essere affrontato con attenzione, fiducia e rispetto, anche perché una pausa di tre settimane potrebbe risultare particolarmente lunga in caso di una prestazione negativa.

Il debutto al Del Duca ha lasciato un’impressione forte all’attaccante, che in campo non si era accorto dell’ovazione ricevuta al suo ingresso. Sono stati i compagni a raccontargli la reazione del pubblico quando aveva puntato l’uomo. Rivedendo poi la partita, Bolsius ha potuto ascoltare il sostegno della curva anche al termine dell’incontro, quando la squadra si era avvicinata ai tifosi.

Quanto agli obiettivi stagionali, il giocatore ha scelto un approccio prudente. Pur apprezzando il modo di giocare dell’Ascoli e ritenendo possibile una buona stagione, ha indicato nella salvezza il primo traguardo da raggiungere. Ogni eventuale ambizione ulteriore, ha osservato, potrà essere valutata più avanti, senza aggiungere pressioni a un gruppo che deve concentrarsi innanzitutto sulle prossime partite.

Nel corso dell’incontro Bolsius ha parlato anche dei suoi riferimenti calcistici. Tra i giocatori che lo hanno avvicinato al calcio ha citato Ronaldinho, apprezzato non solo per la qualità tecnica ma anche per il sorriso e la capacità di giocare senza apparire condizionato dalla pressione. Tra i protagonisti attuali, invece, ha indicato Khvicha Kvaratskhelia, cresciuto negli anni nella capacità di essere decisivo sotto porta.