Percorsi novecenteschi

Dino Ferrari, antologica al Forte Malatesta di Ascoli Piceno

Dieci sezioni riuniscono dipinti, documenti e materiali dello studio, dagli esordi alle opere della maturità.

Dino Ferrari, antologica al Forte Malatesta di Ascoli Piceno

Dal 3 ottobre al 7 novembre 2026 il Forte Malatesta di Ascoli Piceno ospiterà una mostra antologica dedicata a Dino Ferrari, pittore nato in città nel 1914 e scomparso nel 2000. L’inaugurazione è prevista sabato 3 ottobre alle ore 18. L’esposizione ripercorre oltre settant’anni di attività e il rapporto costante dell’artista con la città, dove si formò e lavorò per gran parte della sua vita.

Curata da Carlo Bachetti Doria, con la direzione artistica di Zeno Rossi e i materiali messi a disposizione dall’Archivio Dino Ferrari, la rassegna riunisce dipinti, ritratti, disegni, tecniche miste, opere grafiche e grandi composizioni di soggetto sacro. Il progetto comprende anche documenti, fotografie, filmati originali e oggetti appartenuti al pittore, con una selezione di materiali provenienti dal suo studio.

Dalla formazione alla maturità

Il percorso espositivo è articolato in dieci sezioni e segue l’evoluzione artistica di Ferrari dagli anni della formazione agli ultimi lavori. Nato nel quartiere ascolano di Santa Maria Inter Vineas, l’artista entrò a undici anni nello studio di Egidio Coppola, dal quale apprese l’importanza della pratica pittorica e della conoscenza dei materiali. In seguito frequentò il corso serale di disegno di Aldo Castelli e studiò le opere conservate nella Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno.

Tra il 1937 e il 1939 Ferrari soggiornò a Roma, dove frequentò lo studio del ritrattista Sigismondo Meyer e si confrontò con le esperienze della pittura italiana del Novecento. Tornato ad Ascoli, sviluppò una produzione caratterizzata da ritratti, temi sociali, commissioni religiose e una continua ricerca formale. Le opere esposte documentano il passaggio dall’osservazione naturalistica a una rappresentazione più libera ed espressiva, fino agli esiti degli anni Ottanta e Novanta.

Il rapporto con Ascoli

Una parte della rassegna è dedicata al legame tra l’artista e il territorio. Tra i riferimenti figurano lo studio aperto nel 1960 a Palazzo Laudi Migliori, in piazza Sant’Agostino, la Scuola gratuita di disegno e pittura dal vero del Palazzetto Longobardo, le commissioni pubbliche e religiose e il confronto con la vita culturale cittadina.

Particolare attenzione viene riservata al cosiddetto metallismo, la stagione in cui le figure di Ferrari assumono forme sintetiche, volumi compatti e superfici dall’apparenza metallica. La mostra presenta inoltre le Maledizioni, disegni dal segno rapido e caricaturale realizzati dall’artista per rappresentare persone ritenute responsabili di torti o delusioni. Fotografie, testimonianze e filmati completano il racconto della sua personalità, del rapporto con gli allievi e della dedizione al lavoro.

L’iniziativa coinvolge il Comune di Ascoli Piceno, i Musei Civici, il Circolo Cittadino, Frida Art Academy e l’Archivio Dino Ferrari. La realizzazione è sostenuta da BCC Banca del Piceno, Felici Costruzioni e Restauri, Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, Confindustria Ascoli Piceno, Soltec e Sabelli, con il contributo di Intesa Sanpaolo e il sostegno di Impresa Gaspari.