Memorie bianconere

Bierhoff ricorda Ascoli e Rozzi al Festival dello Sport

L’ex centravanti tedesco ricostruisce l’arrivo nel 1991, quindi il legame con l’ex patron

Bierhoff ricorda Ascoli e Rozzi al Festival dello Sport

Oliver Bierhoff ha rinnovato il suo legame con l’Ascoli Calcio e con la città delle Cento Torri durante il Festival dello Sport di Trento. Nel corso dell’incontro, l’ex centravanti tedesco ha ripercorso alcuni momenti della sua carriera, soffermandosi anche sull’esperienza vissuta nelle Marche.

L’arrivo ad Ascoli

Bierhoff ha ricordato di essere arrivato ad Ascoli Piceno nel 1991, definendo quella scelta una fortuna. In città, ha spiegato, non si parlava molto inglese e questo lo spinse a studiare l’italiano per riuscire a comunicare con le persone del posto.

L’ex attaccante di Ascoli, Udinese e Milan ha raccontato di essersi impegnato soprattutto per interagire con gli altri, citando anche con ironia i rapporti con le ragazze. La necessità di integrarsi nell’ambiente ascolano diventò così uno stimolo per imparare più rapidamente la lingua.

Il ricordo di Costantino Rozzi

Nel suo intervento, Bierhoff ha parlato anche di Costantino Rozzi, storico presidente dell’Ascoli. Lo ha descritto come un dirigente emozionale e caloroso, ricordando il suo modo diretto di gestire la squadra, tra ritiri frequenti e stipendi congelati.

Bierhoff ha quindi rievocato un momento delicato della sua esperienza in bianconero: già a novembre, ha raccontato, la società sembrava intenzionata a cederlo. Il giocatore scelse però di non partire e Rozzi gli comunicò che non avrebbe più giocato con l’Ascoli.

Un anno più tardi, secondo il ricordo dell’ex centravanti, il presidente aveva cambiato atteggiamento, arrivando a considerarlo quasi come un figlio. Rozzi gli aveva inoltre pronosticato un futuro da nuovo centravanti della nazionale tedesca, anticipando la carriera che avrebbe portato Bierhoff a imporsi tra i principali attaccanti del calcio tedesco.