Prezzi alla pompa

Ascoli, i distributori si adeguano al tetto Eni sui carburanti

Gli operatori segnalano ricavi compressi e vendite sottocosto dopo il nuovo limite

Ascoli, i distributori si adeguano al tetto Eni sui carburanti

Il tetto al prezzo dei carburanti introdotto da Eni è entrato in vigore ieri, con un limite fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e a 2,19 euro per il gasolio, in modalità self service. La stessa percentuale di riduzione è stata applicata anche al servito. L’operazione, annunciata inizialmente per 30 giorni e prorogabile fino alla fine dell’anno, arriva mentre i prezzi alla pompa restano elevati.

Il provvedimento ha prodotto effetti immediati anche sulla rete distributiva di Ascoli, dove gli operatori si sono adeguati ai nuovi listini. Mauro Evangelisti, titolare di tre distributori Eni in città – a Monticelli, davanti all’Agrario Ulpiani e lungo la superstrada Ascoli-mare – riferisce che molti automobilisti hanno atteso l’entrata in vigore del limite prima di fare rifornimento. "La gente ha apprezzato. Durante il weekend ha temporeggiato, non ha fatto benzina per farla oggi", racconta. Secondo il gestore, il nuovo scenario ha consentito alla rete di "respirare un pochino".

Margini invariati per i gestori

La riduzione applicata ai consumatori, tuttavia, non comporta un aumento dei guadagni per i gestori. "Il prezzo rimane molto alto rispetto a quello che potremmo avere in Italia, ma vorrei precisare che le tariffe sono imposte dalla compagnia e il nostro margine di guadagno rimane sempre quello", sottolinea Evangelisti. Per i distributori, quindi, il prezzo alla pompa è più contenuto, ma la redditività degli impianti non migliora automaticamente.

Una situazione analoga riguarda la rete a marchio Ip. Giuseppe Pallotta, titolare del distributore del gruppo Simonetti sulla circonvallazione Nord, nei pressi dello stadio Del Duca, spiega che anche l’impianto si è allineato ai listini Eni. "Abbiamo deciso anche noi di vendere sottocosto, in attesa che magari la Ip possa fare qualcosa", afferma. Pallotta definisce la scelta un "sacrificio economico importante a tutela dei dipendenti": il gruppo conta infatti 180 lavoratori e gestisce direttamente diversi passaggi della filiera, dal trasporto alla gestione.

Un equilibrio da sostenere

La presenza di una filiera interna consente al gruppo di assorbire almeno in parte l’impatto della riduzione dei prezzi, ma con difficoltà. "Abbiamo tutta la filiera, anche il trasporto e la gestione. Di conseguenza riusciamo a limare le situazioni, seppur con tante difficoltà", spiega Pallotta. Il valore fissato dal provvedimento, aggiunge, non può essere considerato un normale prezzo di mercato.

Per i gestori resta quindi da valutare la sostenibilità dell’operazione nel tempo. "Questo tetto non è un prezzo di mercato. Facciamo la nostra parte finché la possiamo fare", osserva Pallotta. L’obiettivo immediato è mantenere il servizio e tutelare l’occupazione, nonostante i margini ridotti. "Con questi prezzi andremo avanti per qualche settimana, poi vediamo", conclude, lasciando aperto il tema della durata dell’intervento e del suo impatto economico sulla rete distributiva.