Calcio cadetto

D’Uffizi: «Ascoli è casa, voglio arrivare in alto»

L’esterno offensivo racconta maturazione, legame con la piazza e obiettivi dopo un avvio da 10 punti in cinque gare.

D’Uffizi: «Ascoli è casa, voglio arrivare in alto»

Simone D’Uffizi ha scelto di legare ancora il proprio percorso all’Ascoli. L’esterno offensivo romano, 22 anni, è rientrato in Serie B con la maglia bianconera e nelle prime cinque giornate ha contribuito all’avvio positivo della squadra allenata da Francesco Tomei, capace di conquistare 10 punti e di sorprendere le aspettative della vigilia.

Il giocatore ha spiegato di sentirsi profondamente legato all’ambiente ascolano. Gli interessamenti di altre società, ha raccontato in un’intervista al portale gianlucadimarzio.com, fanno piacere, ma il rapporto con l’Ascoli resta centrale. D’Uffizi considera la città una seconda casa, conosce le dinamiche della squadra e punta a ricambiare l’affetto dei sostenitori attraverso le prestazioni sul campo.

La fiducia dopo la retrocessione

Rispetto alle stagioni precedenti, il calciatore si sente più maturo. Nel suo percorso, ha sottolineato, sono state importanti la fiducia dell’allenatore Francesco Tomei e quella del direttore sportivo Simone Patti. Anche l’inizio del campionato ha rafforzato la convinzione del gruppo, che non prevedeva di raccogliere così tanti punti nelle prime uscite. Il messaggio trasmesso dal tecnico, secondo cui i risultati positivi aiutano a ottenerne altri, resta la linea da seguire anche dopo la sosta.

La pausa del campionato cadetto è servita a migliorare la condizione fisica e a favorire l’inserimento dei nuovi arrivati. La ripresa è fissata per sabato 10 ottobre alle 15, quando l’Ascoli sarà impegnato a Bolzano contro il Südtirol. D’Uffizi ha ricordato di essere, insieme a Milanese, uno dei due calciatori rimasti dopo la stagione della retrocessione. La scelta di restare è stata motivata dalla volontà di restituire alla piazza quanto meritato. Nel gruppo, Milanese rappresenta per lui una figura di riferimento, dentro e fuori dal campo.

Dalla Breda al professionismo

La carriera di D’Uffizi è iniziata presto, ma non è stata lineare. A nove anni era seguito dalla Roma, quando giocava nella Breda, tuttavia il padre ritenne che fosse ancora troppo giovane per affrontare quel passaggio. In seguito arrivò alla Lazio, che decise di lasciarlo andare perché ritenuto troppo esile. Tornato alla Breda, pensò anche di smettere, prima di ritrovare il piacere di giocare senza pressioni.

Successivamente ha vestito le maglie della Lodigiani e della Nuova Florida in Serie D, fino all’approdo tra i professionisti con la Viterbese. Anche la scelta del numero di maglia, il 15, è legata alla sua storia personale: è il giorno della sua nascita. Ora l’obiettivo è affrontare una stagione intensa con l’Ascoli e arrivare il più lontano possibile. I sogni personali restano ambiziosi, dalla finale mondiale a quella di Champions League, ma la priorità immediata è il cammino con il club bianconero.