Sulla Riviera delle Palme il mercato degli affitti sta mostrando un graduale ritorno alle locazioni tradizionali. Dopo il boom degli affitti estivi, brevi e transitori, una parte dei proprietari sta rivalutando i contratti annuali, le formule 4+4 e il canone concordato. Il cambiamento riguarda anche San Benedetto del Tronto, dove la disponibilità di abitazioni per l’intero anno era diventata molto ridotta durante la fase di maggiore espansione del turismo extralberghiero.
Il quadro locale si inserisce in una tendenza nazionale. Secondo i dati citati di idealista, nel secondo trimestre 2026 lo stock di abitazioni in affitto in Italia è aumentato del 15,8% su base annua, mentre gli affitti transitori hanno registrato una crescita del 41,6%. La maggiore offerta non coincide però necessariamente con una convenienza più elevata per i proprietari, alle prese con costi e adempimenti legati alla gestione degli alloggi.
Gestione complessa e costi crescenti
Gianni Spina, di Immobiliare Spina e Marchei, osserva che molti proprietari avevano scelto l’affitto settimanale o bisettimanale anche attraverso Airbnb e Booking. La formula, particolarmente diffusa negli anni del boom, comporta tuttavia commissioni dei portali, tasse, utenze, climatizzazione, spese condominiali, connessione internet e IMU. Il risultato è che gli incassi possono essere elevati, ma anche le uscite e il tempo necessario per la gestione aumentano.
A San Benedetto, secondo Renato Troiani di Troiani Immobiliare, gli affitti estivi e brevi continuano a rappresentare una quota significativa del mercato. Una soluzione ancora utilizzata prevede di destinare giugno, luglio e agosto al turismo e il periodo da settembre a maggio a contratti transitori per lavoratori, insegnanti o personale ospedaliero. Si tratta però di un’organizzazione impegnativa, che richiede pulizie, check-in, gestione delle utenze e la copertura di eventuali periodi senza prenotazioni. Inoltre, la domanda turistica si concentra soprattutto su immobili ristrutturati, dotati di aria condizionata e arredati in modo moderno.
La ricerca di una rendita stabile
Il ritorno verso le locazioni più lunghe riguarda soprattutto gli immobili datati, che possono incontrare maggiori difficoltà nel mercato degli affitti brevi. Per questi proprietari, un contratto annuale offre una maggiore continuità delle entrate e riduce l’impegno quotidiano. Tra le formule considerate più interessanti c’è il canone concordato, che consente di accedere, secondo quanto riferito dagli operatori, alla cedolare secca al 10% e a una riduzione sull’IMU.
Francesco Bruni, di Immobiliare Calderisi, segnala che nel primo semestre 2026 gli affitti ordinari erano difficili da trovare, una situazione già osservata nella seconda parte del 2025. Quest’anno, invece, il mercato delle locazioni brevi avrebbe rallentato e alcuni proprietari avrebbero scelto di uscire dal settore anche a causa della burocrazia. Il risultato è stato un aumento degli appartamenti disponibili dopo l’estate, fenomeno che, secondo l’operatore, non si verificava da tempo.
Tra gli elementi che avrebbero favorito il cambiamento ci sono anche gli accordi territoriali approvati nel 2025, che hanno reso più conveniente il canone concordato. Resta disponibile anche il contratto transitorio, con durata fino a 18 mesi, ma la sua validità richiede l’avallo delle organizzazioni sindacali. Per una parte dei proprietari della Riviera delle Palme, la locazione regolata e stabile è quindi tornata a essere un’opzione concreta rispetto alla gestione frammentata degli affitti turistici.