Calcio bianconero

Brunori: «Ad Ascoli ho trovato il progetto che cercavo»

L’attaccante ripercorre il trasferimento, la carriera e gli obiettivi con la nuova squadra

Brunori: «Ad Ascoli ho trovato il progetto che cercavo»

Matteo Brunori racconta il suo arrivo all’Ascoli e le ore decisive della trattativa con il Modena. L’attaccante spiega di aver scelto il club bianconero perché alla ricerca di un progetto nel quale riconoscersi, sottolineando l’entusiasmo con cui ha affrontato la nuova esperienza nel Piceno.

«Sono un ragazzo semplicissimo e ho accettato questa sfida con tanto entusiasmo», racconta Brunori. Il giocatore dice di aver trovato un gruppo capace di accoglierlo e un allenatore, Massimo Tomei, che propone un calcio in linea con le sue caratteristiche. Durante la settimana, spiega, la squadra lavora sia sullo studio degli avversari sia sui comportamenti da adottare in possesso palla. L’ambiente, aggiunge, è formato da calciatori umili e disponibili al lavoro.

La scelta dopo la trattativa

Il passaggio dall’esperienza con il Modena all’Ascoli è maturato in una fase concitata del mercato. Brunori riferisce di aver dato al proprio agente la disponibilità a trasferirsi nel club marchigiano, pur non gestendo direttamente i contatti perché ancora legato al Palermo. La sua volontà, precisa, è rimasta sempre la stessa: trovare un progetto con una precisa identità. «L’ho trovato qua», afferma.

Nel ripercorrere la carriera, il calciatore individua nella stagione di Palermo, conclusa con la promozione in Serie B, uno dei momenti di svolta. Secondo Brunori, quella esperienza ha prodotto una crescita importante sul piano mentale e fisico, portandolo verso la maturità raggiunta intorno ai 25 anni. Prima di allora, il percorso era stato segnato da alti e bassi e anche dalla decisione di tornare in Eccellenza con il Petrignano, nella stagione 2015-16.

Dalla periferia alla maglia azzurra

In quella fase fu decisivo il sostegno del nonno Luigi, che lo aiutò a guardare al calcio con una prospettiva diversa. Brunori ricorda di aver pensato di cambiare vita e cercare un lavoro, prima di iniziare la risalita dai campi di periferia fino alla Serie B. Quelle esperienze, spiega, gli hanno insegnato il valore dell’impegno, anche osservando ragazzi costretti a giocare dopo il lavoro e senza percepire uno stipendio.

Tra gli allenatori più importanti per la sua crescita cita Silvio Baldini, considerato una figura fondamentale dentro e fuori dal campo, ed Eugenio Corini. Brunori ricorda inoltre l’esperienza con la Nazionale italiana, vissuta con emozione, ma chiarisce di avere oggi un obiettivo immediato: mettersi a disposizione dell’Ascoli e contribuire ai risultati della squadra.

Il primo gol con la maglia bianconera è stato dedicato alla figlia Matilde, presente per la prima volta allo stadio. L’attaccante definisce quella rete un debutto sognato e un momento capace di dargli ulteriore fiducia. Parlando del rapporto con la piazza, sottolinea poi l’attaccamento dei tifosi, ricordando i 10mila abbonati in una città di circa 45mila abitanti.

Guardando alla stagione, Brunori indica nella salvezza il primo traguardo dell’Ascoli, senza escludere l’ipotesi di fissare obiettivi più ambiziosi in seguito. La prossima sfida citata nell’intervista è quella contro il Südtirol a Bolzano, affrontata con la convinzione che l’identità mostrata dalla squadra e l’intensità degli allenamenti possano rappresentare una base solida per il campionato.