Giuseppe Ricci, presidente dell’Itb, conferma la contrarietà degli operatori balneari alle procedure di gara previste per le concessioni demaniali marittime. La posizione sarà ribadita sabato all’auditorium Tebaldini, dove l’associazione discuterà degli effetti delle nuove regole e della scadenza dei titoli.
La pubblicazione del documento destinato a Comuni e Regioni rende operativo il percorso legato alla direttiva Bolkestein. Le concessioni attualmente in vigore scadranno il 30 settembre 2027, mentre le gare dovranno essere avviate entro il 30 giugno dello stesso anno. Le procedure riguarderanno stabilimenti balneari, attività di ristorazione e spiagge libere attrezzate.
Le regole per i nuovi affidamenti
Il bando tipo indica diversi elementi che dovranno essere definiti dagli enti concedenti: la durata degli affidamenti, prevista tra cinque e venti anni, i limiti per la partecipazione, l’eventuale ridefinizione dei lotti, il valore del canone e gli indennizzi destinati ai concessionari uscenti. I Comuni potranno inoltre ridisegnare le aree, senza essere vincolati all’estensione delle concessioni attuali, e accorpare più spazi in un unico affidamento.
Proprio la possibilità di modificare l’assetto dei lotti è considerata dai balneari uno degli aspetti più delicati. Secondo Ricci, le imprese sono nate nel rispetto dei piani spiaggia comunali e delle norme che hanno regolato il settore. La continuità delle concessioni, sostiene il presidente dell’Itb, ha consentito alle famiglie di lavorare e di effettuare investimenti sul demanio.
Il nodo degli indennizzi
Un altro passaggio riguarda il ristoro a carico del concessionario subentrante. In base alle indicazioni del Mit, l’indennizzo dovrà corrispondere al valore degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati, compresi quelli sostenuti per eventi calamitosi o per obblighi di legge, al netto degli eventuali aiuti pubblici. La quantificazione sarà affidata a una perizia disposta dall’ente concedente.
Ricci contesta tuttavia l’impostazione complessiva del provvedimento e annuncia l’impugnazione di ogni atto finalizzato a mandare le imprese in gara. Il timore espresso dall’associazione è che molti titolari, compresi quelli con debiti bancari e investimenti ancora da recuperare, possano perdere il lavoro dopo anni di attività. Per l’Itb, il nuovo sistema rischierebbe inoltre di alterare il rapporto tra gestori, territorio e cittadini e di favorire operazioni speculative sul litorale.