Caro gasolio

Pesca, a San Benedetto ripartenza con una sola uscita

Dopo il fermo biologico, gli armatori valutano quotazioni e adesione alla protesta del 22 ottobre.

Pesca, a San Benedetto ripartenza con una sola uscita

La marineria di San Benedetto del Tronto torna in mare dopo un mese e mezzo di fermo biologico, ma lo fa con prudenza. I motopescherecci riprenderanno l’attività nella notte indicata dagli operatori, in vista della prima asta utile, tuttavia per questa settimana è prevista una sola uscita invece delle due giornate teoricamente disponibili.

Una ripartenza condizionata dai costi

La scelta è legata soprattutto all’incertezza sui prezzi e al peso del carburante sui bilanci delle imprese. Gli armatori vogliono verificare la risposta del mercato ittico dopo lo stop e capire se i ricavi potranno compensare le spese di una battuta di pesca. Una ripresa a pieno ritmo, in assenza di quotazioni adeguate, rischierebbe infatti di ridurre ulteriormente i margini del comparto.

A illustrare la linea adottata dagli operatori è Pietro Ricci, presidente degli operatori portuali di San Benedetto. La decisione, ha spiegato, prevede di limitare l’attività nella prima settimana, per poi valutare un ritorno a due giornate di lavoro e verificare nuovamente la sostenibilità economica delle uscite. La ripartenza, dunque, non coincide con un ritorno immediato alla normalità, ma rappresenta un primo test per l’intera filiera.

La mobilitazione contro il caro carburante

Il problema dei costi si inserisce in una situazione che riguarda anche altre marinerie dell’Adriatico e il comparto nazionale. Il 22 ottobre gli operatori sambenedettesi aderiranno alla giornata di astensione dalla pesca proclamata contro il caro gasolio. I pescherecci resteranno ormeggiati in banchina insieme alle flotte delle altre marinerie coinvolte nell’iniziativa.

La protesta punta a sollecitare il Governo ad adottare interventi urgenti e ad aprire un tavolo di confronto sul settore. Per San Benedetto del Tronto, storico approdo della pesca adriatica, la fine del fermo biologico arriva quindi in un clima di cautela: l’obiettivo è tornare a rifornire il mercato senza sostenere costi giudicati non compatibili con i ricavi.

La settimana appena iniziata servirà a misurare l’andamento delle aste e la risposta della filiera. Dai prezzi del prodotto e dall’equilibrio tra entrate e spese dipenderanno le decisioni sulle successive giornate di attività. La mobilitazione annunciata per ottobre conferma che la vertenza sul carburante resta aperta e continua a influenzare le scelte quotidiane delle imprese di pesca.