Servizi sociali

Assegno di inclusione, 582 famiglie seguite nell’Ascolano

L’Ambito 22 affianca i nuclei con valutazioni personalizzate, formazione e sostegno all’autonomia.

Assegno di inclusione, 582 famiglie seguite nell’Ascolano

Sono 582 i nuclei familiari attualmente presi in carico dal servizio sociale dell’Ambito Territoriale Sociale 22 nell’ambito dell’Assegno di Inclusione. La misura sostiene le famiglie in condizioni di fragilità economica e sociale e, nel territorio di riferimento, vede il Comune di Ascoli svolgere il ruolo di capofila della rete di interventi.

L’Assegno di Inclusione ha sostituito il Reddito di Cittadinanza, introducendo un’impostazione maggiormente orientata alla presa in carico sociale e alla definizione di percorsi individuali. Il contributo economico viene infatti affiancato da un progetto che può comprendere formazione, orientamento al lavoro, sostegno alla genitorialità e interventi legati a difficoltà abitative, educative, sanitarie o relazionali.

La platea e i requisiti

Il dato delle famiglie seguite, secondo il vicesindaco di Ascoli e assessore ai servizi sociali Massimiliano Brugni, restituisce la dimensione delle fragilità presenti nell’area e il ruolo quotidiano dei servizi sociali. L’accesso alla misura è previsto per i nuclei nei quali sia presente almeno una persona con disabilità, un minorenne, un componente di almeno 60 anni oppure una persona in condizione di svantaggio inserita in programmi di cura e assistenza socio-sanitaria territoriale.

La normativa stabilisce anche requisiti relativi a residenza, cittadinanza o soggiorno e situazione economica. In base alla composizione del nucleo e alla scala di equivalenza, l’integrazione al reddito può arrivare fino a 6.500 euro annui. Per le famiglie composte esclusivamente da persone di almeno 67 anni, oppure da persone con disabilità grave o non autosufficienti, la soglia sale a 8.190 euro annui. Sono previsti inoltre contributi per il pagamento dell’affitto nei casi stabiliti dalla legge.

Il Patto per l’Inclusione Sociale

La fase successiva all’accesso al beneficio è affidata al servizio sociale, che effettua una valutazione multidimensionale della situazione familiare. Insieme al beneficiario viene quindi definito il Patto per l’Inclusione Sociale, con l’obiettivo di individuare difficoltà, risorse e capacità su cui costruire un percorso verso una maggiore autonomia.

Il lavoro dell’Ambito, come sottolineato da Brugni, non si limita alla gestione delle pratiche o all’erogazione del sostegno economico. L’intervento punta ad accompagnare persone e famiglie attraverso azioni calibrate sulle singole necessità. Dal 2026 sono inoltre cambiate alcune regole relative all’Isee: è stata innalzata la franchigia sul valore della casa di abitazione e sono state rafforzate le maggiorazioni della scala di equivalenza legate al numero dei figli. L’Inps ha aggiornato le procedure per consentire il calcolo del nuovo indicatore.