Dati occupazionali

Nel Piceno il lavoro cresce, ma prevalgono i contratti precari

Nei primi quattro mesi, rapporti a termine e formule flessibili superano nettamente le posizioni stabili nelle Marche.

Nel Piceno il lavoro cresce, ma prevalgono i contratti precari

Il mercato del lavoro genera nuove opportunità, ma la stabilità resta limitata. È quanto emerge dai dati dell’Ufficio studi Uil Marche sulle assunzioni registrate nei primi quattro mesi del 2026. Nel Piceno il quadro è caratterizzato dalla netta prevalenza di contratti a termine, intermittenti e stagionali rispetto alle posizioni a tempo indeterminato.

Nel territorio le nuove assunzioni sono state 10.354: 5.926 hanno riguardato uomini e 4.428 donne. Il contratto più utilizzato è stato quello a termine, con 4.111 rapporti, quasi quattro volte gli indeterminati, fermi a 1.095. Seguono 2.505 contratti intermittenti, 1.254 somministrazioni, 926 stagionali e 463 apprendistati.

Il quadro nelle province

A Fermo la tendenza risulta ancora più marcata. Su 5.620 assunzioni, 2.576 sono state effettuate con un contratto a termine e 798 a tempo indeterminato. Gli intermittenti sono 963, gli stagionali 547, i rapporti di somministrazione 460 e gli apprendistati 276. Nel dettaglio di genere, gli uomini sono 3.027 e le donne 2.593.

Il confronto con le altre province marchigiane mostra che il fenomeno non riguarda soltanto il sud della regione. Ancona registra 22.157 assunzioni, Pesaro-Urbino 16.996 e Macerata 13.780. Anche nei territori più popolosi il tempo determinato supera quello indeterminato: 8.380 contro 2.715 ad Ancona, 5.969 contro 2.168 a Pesaro-Urbino e 5.888 contro 1.667 a Macerata. Le altre forme contrattuali completano il quadro, con una presenza significativa di intermittenti, somministrati e stagionali.

Le differenze tra uomini e donne

Nel Piceno emerge inoltre un marcato divario di genere. Gli uomini contano 721 rapporti indeterminati, di cui 178 part-time, contro i 374 delle donne, con 229 part-time. Per i contratti a termine si registrano 2.481 rapporti maschili e 1.630 femminili; gli intermittenti sono rispettivamente 1.291 e 1.214. Tra le donne è più alta l’incidenza del part-time: 1.109 rapporti a termine su 1.630 e 343 stagionali su 509.

A Fermo gli uomini hanno registrato 440 contratti indeterminati, 1.461 a termine, 182 apprendistati, 213 stagionali, 221 somministrazioni e 510 intermittenti. Per le donne i valori sono, nello stesso ordine, 358, 1.115, 94, 334, 239 e 453. Anche in questo caso il part-time interessa soprattutto la componente femminile.

Su scala regionale, le nuove assunzioni sono state 68.907, ma soltanto 8.443 a tempo indeterminato. I contratti a termine sono 26.924, gli intermittenti 14.882, le somministrazioni 9.538, gli stagionali 5.944 e gli apprendistati 3.176. Nello stesso periodo gli occupati nelle Marche sono circa 651 mila, 3 mila in meno rispetto al 2025. Diminuiscono soprattutto industria, costruzioni, commercio, alberghi e ristorazione, mentre aumentano altri servizi e agricoltura.

Il divario di genere si riflette anche sull’occupazione complessiva: gli uomini occupati crescono di 11 mila unità, mentre le donne diminuiscono di 13 mila, con una flessione del 4,4 per cento. Il tasso di occupazione femminile scende dal 62,8 al 61,4 per cento, mentre quello maschile sale al 74,1. I disoccupati passano da 41 mila a 33 mila, ma le forze di lavoro potenziali aumentano da 28 mila a 41 mila.