Salute pubblica

Dopo il rogo ad Ascoli, stop a frutta e verdura

Prescrizioni precauzionali riguardano pascolo, stabulazione, razzolamento e prodotti destinati all’autoconsumo.

Dopo il rogo ad Ascoli, stop a frutta e verdura

Divieto di consumare frutta e verdura coltivate nell’area interessata dall’incendio e nel raggio di cinque chilometri. È una delle misure precauzionali disposte dal sindaco di Ascoli Marco Fioravanti dopo il rogo che il 17 settembre ha coinvolto un deposito di materiali per imbianchini in via Adriatico, nei pressi dello svincolo della superstrada Ascoli-Mare, a Porta Cartara.

L’ordinanza, diffusa da Palazzo dell’Arengo, è stata adottata per tutelare la popolazione e gli animali che potrebbero essere stati interessati dalle conseguenze dell’incendio. Le prescrizioni riguardano l’area individuata dal provvedimento e si applicano secondo i termini stabiliti dall’amministrazione comunale.

Le restrizioni per coltivazioni e animali

Oltre al consumo dei prodotti ortofrutticoli coltivati nella zona, è vietato il pascolo degli animali da reddito. Gli animali da cortile devono invece essere tenuti in stabulazione chiusa. Il provvedimento vieta anche il razzolamento degli animali da bassa corte destinati all’autoconsumo, compresi polli, galline e conigli.

Per l’alimentazione degli animali dovranno essere utilizzati esclusivamente prodotti non esposti all’interno dell’area interessata dal rogo. È inoltre vietato consumare le uova provenienti da eventuali allevamenti rurali presenti nel perimetro indicato, sia per uso domestico sia per la cessione diretta.

L’intervento durante l’incendio

Le fiamme hanno richiesto un intervento prolungato dei vigili del fuoco, impegnati per ore nelle operazioni di spegnimento. Per consentire i soccorsi è stata chiusa per diverso tempo l’intera strada interessata, mentre in tarda serata è stato scongiurato il blocco del traffico per tutta la notte.

Le disposizioni comunali hanno carattere precauzionale e restano in vigore per il periodo indicato nell’ordinanza sindacale. Il provvedimento si riferisce esclusivamente alle conseguenze dell’incendio che ha interessato il deposito di via Adriatico e alle attività agricole e di allevamento comprese nell’area definita.