Sanità locale

Tensioni tra i medici del Piceno sulle mail dell’Ast 5

Metafore e giudizi sulla prescrizione dei farmaci hanno suscitato critiche tra i destinatari delle comunicazioni

Tensioni tra i medici del Piceno sulle mail dell’Ast 5

Alcune comunicazioni interne dell’Ast 5 hanno suscitato malumore tra i medici di medicina generale del Piceno. Nel mirino sono finiti soprattutto i toni utilizzati nelle note firmate dal dirigente sanitario Santo Alessi, ritenuti da diversi professionisti eccessivi o non appropriati rispetto al carattere istituzionale dei messaggi.

Il motivo delle perplessità non riguarda tanto gli argomenti affrontati, quanto il modo in cui sono stati presentati. In almeno due occasioni, le comunicazioni hanno riguardato la partecipazione a un corso di aggiornamento e il tema dell’appropriatezza nella prescrizione dei farmaci, questioni già al centro del confronto tra professionisti e sistema sanitario.

La partecipazione al corso

Una delle mail era stata inviata per sollecitare i medici a partecipare all’evento formativo Medicina e Intelligenza Artificiale, organizzato da Agenas e dalla Regione Marche e svolto ad Ancona. La ridotta adesione all’iniziativa non sarebbe stata accolta positivamente da Alessi, che nella comunicazione ha invitato i destinatari a prendere parte all’appuntamento attraverso una metafora riferita all’attrazione esercitata da una bella ragazza o da un bel ragazzo.

Il paragone, pensato per rendere più informale l’invito e strappare un sorriso, non è stato apprezzato da diversi destinatari. Secondo quanto riferito, a suscitare particolare irritazione è stata la scelta di inserire quel riferimento in una comunicazione ufficiale rivolta ai medici del territorio, con alcuni professionisti che hanno giudicato il linguaggio fuori luogo.

Il confronto sulla prescrizione

Le critiche si sono sommate a quelle già emerse dopo una precedente comunicazione, più ampia e dal tono quasi editoriale. In quel testo Alessi richiamava il tema dell’eccessivo consumo di farmaci in Italia, collegandolo a una medicalizzazione considerata troppo estesa, a carenze nella formazione e nell’informazione indipendente e a possibili condizionamenti legati alle pressioni commerciali.

La nota metteva inoltre in discussione il rigore con cui, in alcuni casi, verrebbero scelti i medicinali, sostenendo che non sempre la prescrizione sarebbe basata su studi comparativi solidi o su evidenze scientifiche sufficientemente forti. Anche in questo caso, il tema dell’appropriatezza prescrittiva non è stato contestato in sé: a provocare il malumore è stata soprattutto la decisione di affrontarlo all’interno di una comunicazione istituzionale destinata ai professionisti del territorio.

Il caso resta quindi legato alla forma delle comunicazioni e al rapporto tra il vertice dell’azienda sanitaria e i medici di medicina generale. Le mail hanno aperto una discussione interna sui linguaggi più adatti per richiamare alla partecipazione formativa e affrontare questioni delicate come la prescrizione dei farmaci.