Il coraggio della figlia minore, che riuscì a isolarsi in bagno e a comporre il 112 durante l’aggressione, permise di chiedere aiuto e di evitare conseguenze ancora più gravi per la madre. I fatti risalgono al marzo 2019 e si verificarono ad Ascoli, dove intervennero i carabinieri.
A distanza di tempo, la vicenda è arrivata in tribunale. Sul banco degli imputati c’è un 48enne ascolano, già noto alle forze dell’ordine per precedenti giudiziari. L’uomo deve rispondere di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e minacce. Il processo si è aperto davanti al giudice del tribunale di Ascoli, Domizia Proietti.
L’intervento dei carabinieri
La telefonata al 112 consentì alle pattuglie di raggiungere rapidamente l’abitazione. Secondo quanto ricostruito, la donna era stata aggredita nel corso di una giornata segnata da una forte tensione familiare. I soccorritori del 118 la trasportarono al nosocomio cittadino, dove i sanitari riscontrarono traumi e ferite giudicati guaribili in 40 giorni.
Per l’uomo scattarono le manette in flagranza di reato. Dopo l’arresto fu trasferito nel carcere di Marino del Tronto. In occasione dell’udienza di convalida, svolta davanti al giudice per le indagini preliminari Annalisa Giusti, l’indagato cercò di ridimensionare le proprie responsabilità.
L’uomo ammise di aver bloccato la moglie per un polso e di averle dato alcuni schiaffi, sostenendo però di aver agito per fermare, a suo dire, uno stato di forte alterazione della donna. Secondo la sua versione, la coniuge avrebbe minacciato di togliersi la vita accusandolo di non provvedere al sostentamento della famiglia.
La ricostruzione dell’imputato
Quanto alle lesioni più gravi alla schiena, l’uomo negò ogni addebito. Sostenne che la donna si fosse fatta male due giorni prima, cadendo da sola, e affermò di aver litigato con lei per l’intera giornata. La ricostruzione difensiva non convinse il gip, che convalidò la misura cautelare in carcere.
Nel quadro emerso dagli atti viene inoltre descritto un rapporto di coppia caratterizzato da forti tensioni e da vicende giudiziarie precedenti. Tra queste figura un’assoluzione in Appello, dopo una condanna in primo grado per violenza sessuale, arrivata in seguito alla ritrattazione della persona offesa. L’uomo aveva inoltre riportato condanne per sequestro di persona ed estorsione, oltre a una sentenza per stalking ai danni di un medico.
Il procedimento prosegue ora nella fase dibattimentale. L’imputato è difeso dagli avvocati Umberto Gramenzi e Silvia Morganti. Le accuse dovranno essere valutate nel corso del processo, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a una sentenza definitiva.